Page 66 - RIVISTA NOIQUI GENNAIO 2022
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IRIs VIgnOLA




                  ELETTRA E IL PASTORELLO                                                                                                Povero ragazzo, stava percependo una voce implorante nella sua mente, tuttavia nella re-

                                                                                                                                         altà non c’era anima viva. Pensò che le risposte maggiormente plausibili potessero essere

                  Crotos era un piccolo pianeta deserto e silenzioso, stanziato oltre il sistema solare.                                 soltanto due: o effettivamente un’entità soprannaturale si trovava accanto a lui, invisibile
                                                                                                                                         ai suoi occhi, oppure era sul punto di impazzire, poiché quella voce che udiva proveniva
                  Eppure, in un tempo passato, era stato abitato dai Crotosiani, un popolo pacifico
                  e felice che, purtroppo, fu sterminato a causa di una terribile, misteriosa epidemia.                                  dalla sua mente! Poi la udì nuovamente.
                                                                                                                                         <Non aver paura, non sono un fantasma e tu non stai impazzendo. Siamo in contatto
                  Soltanto un cuore pulsava ancora in quella terra desolata, quello di Elettra. Era l'u-                                 telepatico; sai che cosa significa?> Chiese la giovinetta.
                  nica figlia dei Sovrani di Crotos, i quali, resisi conto dell'imminente fine, ordinarono                               <Sì, ma tu chi sei?> Domandò a sua volta.
                  di costruire una grande cupola di cristallo nella quale fu isolata, con la speranza che                                <Sono la principessa Elettra, unica sopravvissuta di Crotos, un piccolo pianeta che, in un
                  non avesse ancora contratto il mortale virus.                                                                          tempo passato, era molto più evoluto del vostro. Non riesco più a sopportare di restare
                  La loro speranza fu esaudita in quanto la bimba, che all'epoca dell'epidemia aveva
                  dieci anni, crebbe fino a divenire una giovane donna bella e sana; non le mancò nul-                                   qui, da sola; preferirei piuttosto la morte!... Vorrei tanto venire sul tuo pianeta.>
                                                                                                                                         <Come posso aiutarti? Sono soltanto un povero pastore.>
                  la, poiché nella grande cupola aveva tutto ciò che le occorreva, perfino un piccolo                                    <Ti scongiuro, ora che sai della mia esistenza, non mi abbandonare. Potremo riflettere su
                  giardino dove era solita trascorrere le giornate, occupandosi con amore dei suoi                                       qualche soluzione.> Lo supplicò.
                  fiori, le uniche cose che le facessero compagnia.                                                                      <Non so... Devo pensarci.> Rispose il pastorello. <Maledizione, ci mancava solo que-
                  Nel corso di tutti questi anni trascorsi in solitudine, le sue capacità cerebrali si                                   sto!> Esternò ad alta voce, in modo che Elettra non potesse sentirlo, però non poteva
                  erano sviluppate enormemente tanto che, un bel giorno, si rese conto che poteva
                  percepire telepaticamente i pensieri dei suoi fiori. Da quel momento in poi, iniziò a                                  permettere che lei si lasciasse morire. Che fare?
                                                                                                                                         Intanto vendette tutto il gregge di pecore al mercato e acquistò un trattato di astronomia
                  dialogare con loro ed ebbe l'opportunità di esprimere la sua angoscia                                                  per vedere dov’era situato il pianeta Crotos; però non riusciva a trovarlo, chissà in quale
                  <Sono così stanca di questa vita solitaria. Se è pur vero che ci siete voi a farmi com-                                punto del cosmo risiedeva. Non possedeva neppure una bicicletta, come avrebbe potuto
                  pagnia, ho comunque la necessità di parlare con qualche creatura simile a me. Sento                                    andare fin lassù? Avrebbe dovuto avere le ali.
                  che sto impazzendo.> Si compiangeva mentalmente.                                                                       <Certamente – disse a sé stesso – le ali! Che idea stupenda!>
                  <Sai che non ti è possibile, oltre a noi non esiste nessun altro, su questo pianeta.                                   Nel frattempo, Elettra viveva nell’impazienza e gli inviò un altro messaggio: <Hai trova-
                  Devi rassegnarti a questa situazione, Elettra, non puoi fare altro.> Le vocine dei                                     to una soluzione? Fai presto mio caro pastorello, non resisto più ad aspettare in questa
                  fiori rimbalzavano nella sua mente.                                                                                    solitudine.>
                  <Secondo voi esiste un altro pianeta abitato, nell'universo?> Domandò loro.                                            <Ho pensato di costruire due grandi ali e di provare a volare. Se la cosa non dovesse
                  <Sì, naturalmente – risposero i fiori – sappiamo con certezza dell'esistenza del                                       funzionare, mi sfracellerò al suolo.>
                  pianeta Terra. Ti stai chiedendo come ne siamo al corrente? E' presto detto: noi                                       <Vedrai che funzionerà.> Gli rispose Elettra.
                  stessi abbiamo origini terrestri, poiché discendiamo dai semi che arrivarono da lì,                                    Il giovane pastore progettò e costruì due enormi ali che si legò sul dorso tramite una
                  trasportati dai venti fino a questo lontano pianeta. La Terra è un luogo molto bello                                   grossa fune, le cui estremità, fissate lungo i fianchi, permettevano di manovrarle. Quin-
                  e pieno di vita.>                                                                                                      di scalò la cima della montagna più alta e si lanciò nel vuoto, chiudendo gli occhi per la
                  <Davvero? Oh, come mi piacerebbe andarvi. - Dichiarò Elettra, piangendo. - Pur-                                        paura.
                  troppo, so che è impossibile, resterò per tutta la vita prigioniera di questa prigione                                 Discese a una velocità pazzesca e non riusciva a risalire; stava per precipitare al suolo,
                  di vetro. Per quale motivo i miei genitori non mi hanno permesso di morire con                                         quando Elettra lo aiutò a riprendere quota, grazie alla potenza della sua mente. Anche
                  loro? Se solo avessero saputo, forse non mi avrebbero condannata a questa solitu-                                      i venti gli furono d’aiuto, poiché lo sospinsero sempre più in alto, fin oltre l’atmosfera
                  dine.>                                                                                                                 terrestre.
                  L'idea ossessiva riguardo al pianeta Terra, da allora, prese ad accompagnarla giorno                                   <Preparati, sto arrivando,> disse mentalmente e lei gli inviò le istruzioni necessarie, af-
                  e notte a tal punto che, un giorno, l'immagine dei suoi sogni comparve dinanzi ai                                      finché prendesse la direzione giusta.
                  suoi occhi, nella realtà. Si concentrò su di essa e finalmente riuscì a distinguere luo-                               Trascorso un certo tempo, lo vide arrivare e si affrettò ad aprire la cupola per farlo entra-
                  ghi e persone. Il suo sguardo vagava sopra un prato verde, dove un giovinetto stava                                    re e poterlo abbracciare gioiosamente con trasporto, non prima di avergli detto: <Ciao
                  riposando sotto le fronde di un albero. In effetti, era un pastore.                                                    pastorello!>
                  Sforzando il suo cervello, cercò di inviargli un messaggio telepatico, sperando che                                    Finalmente qualcuno poteva ascoltare la sua voce.
                  lui avesse la capacità di captarlo.                                                                                    <Sei pronta per un lungo viaggio?> Le domandò sorridendo.
                  Nell'immagine che le fluttuava davanti, osservò il pastorello che si alzava di scatto,                                 <Ancora un momento,> rispose, avviandosi verso il giardino per salutare i suoi fiori che
                  con l'espressione spaventata di chi aveva appena visto un fantasma.                                                    avrebbe dovuto abbandonare lì. Ma con quale cuore?




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                periodico mensile del gruppo NOIQUI                                                                                                                                         periodico mensile del gruppo NOIQUI
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