Page 85 - RIVISTA NOIQUI GENNAIO 2022
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mAssImO DE TOmmAsO
NEBBIA DENSA A TREBLINKA I BUCANEVE DI BIRKENAU
C'era una coperta bianca Abbiamo visto lunghe
quel mattino di novembre e silenziose file di corpi,
sotto la nebbia densa di Treblinka. vestiti soltanto di dolore e pietà,
C'era una coperta bianca, uomini, donne e bambini,
sporcata dalle nostre tremule orme, di ogni angolo del mondo
sparse tra il vagone del treno e di ogni età,
e la stanza delle docce. sospesi sulla terra gelida,
C'era una coperta bianca avanzare con passo incerto
quel giorno sull'inferno di Treblinka ma con l'anima immobile.
ma a noi, bambini del ghetto, Legati ognuno al seguente
non sarebbe bastata, da un filo impalpabile e fragile,
a sciogliere il ghiaccio nel cuore. l'unica traccia di umanità
Sono passati molti inverni rimasta a guardare in faccia la follia.
da quel mattino di novembre Abbiamo visto la rassegnazione
e molte primavere sono fiorite nei loro occhi svuotati
sulle praterie della memoria e abbiamo raccolto le lacrime
ma nel cielo di Treblinka del loro pianto ormai prosciugato.
c'è ancora una nebbia densa, Abbiamo sopportato con dignità
dove si nascondono il peso dei loro passi leggeri
le nostre piccole orme, e pregato per loro nella lenta marcia
rimaste per sempre verso un destino,
su quella coperta bianca. volato in una densa nuvola nera.
Noi bucaneve di Birkenau,
abbiamo visto l'orrore
diventare padrone del mondo,
in pochi successivi inverni
e abbiamo promesso a quei passi
che i loro nomi non sarebbero rimasti
una scia di fumo e vapore.
USIGNOLI DI CENERE Noi bucaneve di Birkenau
ogni notte, come un refrain, sbocciamo ancora ogni inverno
Sentivamo nella notte lambivano le nostre orecchie e ogni volta versiamo una lacrima
sussurri lontani e inquietavano le nostre anime. sulla neve che conserva
di voci bambine. Oggi, dopo tanti anni, il peso di quei passi,
Sembravano foglie, sappiamo chi erano perché quella lacrima
sferzate dal vento dell'est. quei sussurri bambini è il sigillo della loro memoria.
O forse erano soltanto note, diventati per un gesto di follia
perdute da un'armonica temeraria usignoli di cenere,
che nel buio delle coscienze sparsa sulle praterie della memoria,
sfidava il silenzio del filo spinato. per non dimenticare
Ogni notte tornavano quel cielo carbone
tra i boschi ammutoliti nella notte della storia.
e il cielo carbone,
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