Page 91 - RIVISTA NOIQUI GENNAIO 2022
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fEDERAzIOnE pER LA RIVALuTAzIOnE DELLE DOnnE



               Ricordare è libertà, ma non può essere solo un semplice ricordo…
 Nel giorno della Memoria mi piace ripor-  Il 27 gennaio del 2020, Liliana Segre è stata invitata da David Sassoli, ci piace ricordarlo,
 tare e far conoscere il COMUNICATO   al Parlamento europeo, ed è rimasto memorabile il suo discorso che appunto ci interroga
 FIDAPA della Dott.ssa Fiammetta Per-  sulle responsabilità non solo di chi ha commesso tante atrocità, ma anche di chi è rimasto
 rone Presidente Nazionale Fidapa BPW   indifferente, di chi le ha nascoste, di chi le ha negate e di chi continua a negarle… Ricor-
 Italy         dare è libertà, ma non può essere solo un semplice ricordo…
 "La memoria rende liberi”  La memoria è necessaria, come dice Primo Levi, dobbiamo ricordare perché ciò che si
 Il “Giorno della Memoria” - istituito in   dimentica può ritornare e dobbiamo essere responsabili, impegnarci a partecipare, non
 Italia con una legge nel 2000 e nel mon-  possiamo essere indifferenti!
 do con una Risoluzione ONU nel 2005–   E a proposito di donne, credo che sia importante per noi tutte ricordare una donna stra-
 viene celebrato ogni anno il 27 gennaio   ordinaria che ha creduto fortemente nel valore della formazione e della letteratura per
 per commemorare tutte le vittime del re-  promuovere la pace tra popoli e culture: Jella Lepman, una giornalista chiamata nel 1945
 gime nazista.  dal governo statunitense a coordinare un programma di assistenza alle donne e ai bam-
 Questa data, in ricordo di quel 27 gen-  bini tedeschi.
 naio 1945, quando, alla fine della secon-  Jella era convinta che, dopo il buco nero della guerra e di tutto ciò che aveva comporta-
 da  guerra  mondiale,  la  60esima  armata   to, fosse possibile ricostruire la Germania e il mondo partendo dalla rinascita culturale,
 dell’esercito  sovietico  abbatte  i cancelli   prendendo le mosse proprio dai più piccoli: "Poco a poco facciamo in modo di mettere
 ed entra nel campo di concentramento di Auschwitz: i prigionieri lì rinchiusi vengono   questo mondo sottosopra nuovamente nel verso giusto, cominciando dai bambini. Mo-
 liberati, e l’orrore di un genocidio senza uguali si prepara a fare i conti con il mondo che   streranno agli adulti la via da percorrere".
 lo ha ignorato.  Il nazismo non aveva ucciso solo milioni di persone e devastato interi paesi, aveva bru-
 Sei milioni di ebrei uccisi nei campi insieme ad altri milioni di persone: disabili, omoses-  ciato anche libri, diffuso propaganda, negato l’accesso al pensiero libero e divergente…
 suali, oppositori politici, Rom!  Bisognava ripartire proprio da lì. La “Conferenza internazionale per promuovere la pace
 È una storia che conosciamo bene e che ancora non finisce di stupirci e di angosciarci. È   nel mondo attraverso un ponte di libri per l'infanzia” ne è un esempio.
 una memoria difficile, aspra, quella dell’Olocausto, (o della Shoah, come preferiamo) ma   Noi come Fidapa BPW Italy sosteniamo l’idea che memoria, cultura, libertà di pensiero,
 necessaria per comprendere, riflettere, prevenire. Il “MAI PIÙ” non deve essere solo un   condivisione di idee siano il presupposto per costruire il futuro imparando dal passato,
 vuoto slogan, ma il segno dell’impegno a contrastare l’intolleranza religiosa ed etnica e il   affinché il “mai più” sia reale.
 negazionismo. Tra pochi anni non ci saranno più testimoni in vita della Shoah e, anche
 se sono stati conservati i luoghi storicamente significativi dei campi di concentramento,
 di lavoro e di sterminio, fa paura l’indifferenza crescente, perché proprio quando pensia-
 mo che una cosa non ci riguardi, allora non c’è limite all’orrore!
 Noi socie della Fidapa BPW Italy abbiamo il compito di sensibilizzare i giovani!
 Per noi è stato vitale ascoltare i racconti dei sopravvissuti e non possiamo più chiudere
 gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, dobbiamo essere portavoce della loro storia,
 farci memoria. Le donne. Quante deportate, vittime di persecuzioni singolarmente bru-
 tali! Interi campi furono loro destinati, come quello di Ravensbruck, e zone femminili ad
 Auschwitz-Birkenau e a Bergen-Belsen.
 La “soluzione finale” non prevedeva differenze di genere, ma inesorabili spietatezze.
 Soggette a pestaggi e stupri e, se gravide, ritenute inabili al lavoro, mandate nei campi di
 sterminio, destinate a morire subito nelle camere a gas, o “usate” per disumani esperi-
 menti di medici e ricercatori nazisti… Sono poche coloro che si sono salvate: donne con
 particolari abilità o che seppero creare momenti di mutua assistenza e resilienza.
 Emblematica la storia di Liliana Segre, oggi Senatrice. A otto anni il suo destino cambia
 per sempre. Espulsa da scuola perché alunna di razza ebraica, costretta a nascondersi
 e fuggire, arrestata sul confine svizzero e condotta ad Auschwitz insieme al padre, dal
 lager ritornerà sola e riuscirà a parlarne solo molti anni dopo, ma con una testimonianza   ANNA MARIA VARVARO
 limpida e definitiva. "La memoria rende liberi” è il significativo titolo di un suo libro.




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