LODDO STEFANO

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LODDO STEFANO

18/03/2024 | Autori | Nessun commento

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STEFANO LODDO

OLTRE UN TEMPO NUOVO

Dettagli prodotto

  • ASIN ‏ : ‎ B0CYBZ2N86
  • Editore ‏ : NOIQUI(17 marzo 2024)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 102 pagine
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8320023304
  • Peso articolo ‏ : ‎ 191 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 14.81 x 0.58 x 21.01 cm
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Prezzo : € 15,60

 
 

 

 

PREFAZIONE

È più che evidente, sin dalle prime pagine di questa raccolta poetica di Stefano Loddo, l’influenza dei più grandi letterati come Baudelaire, Verlaine e in seguito Ungaretti, Montale, Joyce, alla ricerca della essenzialità e la potenza della parola che riesca a esprimere nettamente il senso. Eventi importanti come la guerra in Iraq lo portano a una introspezione profonda dalla quale nascono versi molto sentiti. Ed è interessante il suo senso del “viaggio” come mera perlustrazione del proprio io, del passato che riemerge a sottolineare il sospeso; poi ci riporta al parallelismo del “viaggio” inteso sotto altra dimensione, il viaggio della speranza, tangibile, di esseri sfortunati che, pur di sopravvivere, affidano la vita a un mare non sempre benevolo, a fuggire dagli orrori in cerca di una “Terra promessa”… una speranza necessaria alla vita a cui restano ancorati. E l’autore in “Oltre le nuvole” esprime un concetto fondamentale: a un certo punto i demoni e le domande non restano fermi in un limbo senza futuro, ché l’anima ha bisogno di andare oltre, di prendere l’uscio del coraggio e lasciare ciò che stagna nel dolore, ad affrontare e poi rinnovare il proprio sentire e agire.

E i sogni si fanno prepotenti a scontrarsi con i tumulti e, come raggio di luce, a inventare un nuovo tempo a venire, nuove albe da assaporare.

Le parole “anima e cuore” fan spesso capolino nelle rime tormentate tra sogni e realtà e non acquietano fame di profonda analisi interiore. La salvifica speme è resiliente in questi scritti pregni di verità assolute, non orfane di ataviche domande che non approdano a facile collocazione.

Un’anima scalpitante si interroga lungo impervi tragitti per poi dondolare a incanti e sprazzi di vita che non mollano la presa.

In uno stile asciutto e comunque addolcito dal verbo poetico, Stefano Loddo ci propina un caleidoscopio di emozioni che non possono lasciare spazio all’indifferenza o a una fugace lettura.

Il tema del tempo è ricorrente nelle liriche, e si manifesta attraverso il dualismo della vita tra il bene e il male, tra sogni e realtà.

Cogliamo questo suo pensiero nei versi di “Stagioni”:

Non muta il mio sentire/ nonostante i muri/nonostante gli anni.

Gli elementi naturali e le stagioni sembrano fondersi alla perfezione con la melanconia dell’autore, un inno al divenire, a una rinascita sempre pronta a insultare storture e malanimo.

E in “Sogno” dolcissime rime di chi sacrifica il suo respiro per divenire pane da donare e placare fame altrui, in una efficace metafora del grano che sa di amore.

Sto/come il grano spazzato dal vento… Sto/come spiga che attende la falce/Al mulino mi reco/per farmi polvere/nella macina del cuore.

Per divenire pane/per i giorni tuoi a venire/Per placare la tua fame.

Tra strappi d’anima e un ritrovarsi con se stesso la fragilità emerge senza maschera alcuna per poi ritrovare la forza che attinge/ da un fiume/quella forza indomita/che verso il mare va.

E non manca, in questa silloge densa di sentimenti, un salto tra gli orrori della guerra e la mala sorte di esuli in fuga, vita appese a un destino segnato…

Una penna leggiadra e interessante ci delizia pur se, a tratti, è denuncia di un malessere intimo che si amplia nella bruta quotidianità della nostra storia.

Ancora cerca “Una stanza di pace” dove mettere il cuore/dove l’anima si adagi/e riposi gli affanni.

 

Stefano attende il lieve sussurro dell’incanto che proprio non vuol mollare, una carezza d’anima a cui non sa rinunciare, “oltre le nuvole” un’espressione che torna e ritorna a crogiolarsi tra le ombre della vita, ché il poetare ne esalta condizione e diventa un dolce sciabordio di tenere aspettative.

E come non trovare in questa bellissima poetica il respiro di un grande Montale che vaga su terra arida e deserta pur senza arrendersi mai alla ricerca di una via di uscita, tendendo a una salvezza, pur se fosse solo per un attimo, a un lembo di felicità in cui riscattare un disagio tutto umano.

Il mio viaggio termina qui,

catapultata “oltre le nuvole” di Stefano Loddo, tra mal celata, e neanche più di tanto, introspezione e un gran desiderio d’incontrare il sogno d’un eclettico poeta.

Complimenti e buona lettura a chi avrà il piacere di sfogliare tali accattivanti versi.

 

Francesca Patitucci

 

BIOGRAFIA