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Papaveri

08/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

  Li ho raccolti nei meriggi assolati accecata da un rosso baluginio che pur nella notte  m’aprivano la strada al conforto. Il ricordo dirompente schiaccia il mio petto a voler tornar bimba e innocente l’essenziale calice mi stordiva e or li amo ancor di più  Un semplice desio… il mio. Nascono tra rovi e sterpaglie a reclamare vita, prepotenti s’insinuano negli agi e nel clamore di brama e trofei da mostrare non hanno necessità. Assiepo a quel purpureo campo della gioventù l’allegria che attende impaziente  senza pretese… un sogno fugace. T’ho donato un papavero in pegno d’amore  la mia essenza, d’orgoglio  scevra, una lusinga che accoglie  della triste memoria l’emblema per farne dono a te  che mi reclami… oggi come ieri  e ancor domani, al profumo  inodore d’un esile fiore dischiuso sulle dune d’un deserto.   Francesca Patitucci  Diritti riservati        Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi su Email Condividi su WhatsApp ✍️ Pubblicata da Francesca Patitucci

Mi fido di te!

07/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Nel giardino dove i petali sussurrano segreti,e i passi sono tracce nel fango della passione,trovo il tuo volto, non come un riflesso,ma come terra promessa, desiderata, aspettata.  Ogni battito è un fiore che sboccia al chiaro di luna,ogni parola un sussurro che accende stelle nel cielo. Ma il mio cuore non basta a spiegare tutto ciò che sento. Ogni respiro è un brivido che cresce, brucia.  L’amore da solo non basta. Non è una radice solida, non ferma la tempesta. Eppure, la mia anima è tutta tua,fusa nel desiderio che mi strappa la pelle.  Mi fido di te, più di un giuramento sussurrato al vento. Perché chi ami può essere il mare che ti accoglie,ma solo chi ti fidi è il porto sicuro dove l’anima riposa senza paura del naufragio. E io mi getto in te, senza paura, senza ritorno.  La passione è fuoco che brucia e divora,la fiducia, però, è vento,un vento silenzioso che porta semi d’amore,che non teme l’inverno.  E io ti bramo, ti desidero, come il cielo brama le stelle. Sotto questo cielo stellato, misterioso,dove l’oscurità è solo un velo tra due mondi,mi fido di te come di un fiume che scorre lento ma costante. Mi fido di te come della terra sotto i piedi che non tradisce.  In questa simbiosi di fuoco e acqua,di passione e silenzio,ti scelgo. Non solo per l’amore che esplode come una sorgente che scava la roccia,ma perché so che mi fiderò di te,anche quando l’orizzonte sarà oscurato da nubi minacciose. E allora, sì, IO TI AMO . MI FIDO DI TE!  @AF🦋 Angela Filippo   Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Angela Filippo

Ethos

06/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Scelgo il solo verbo necessario.Nella pagina bianca, l’onestà diventa rovello:proferire duole,ci vuole l’anima che stilla, suda e faticaattraverso il cunicolo della forma;confessare, dichiarare, raccontaredomando la condotta nel perimetro dei versi,incastonare il rigoretra le grinze di un giudizio.Scrivo senza spegnere la mente,per restare salda sull’orlo consumato di un mondo che abdica alle lusinghe della parola facile. © Angela Maria Malatacca Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Angela Maria Malatacca

Cosa non ho visto

05/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

T’ho vista in bilico, radunare speranze, cercare fra i volti un volto che non c’era.   T’ho vista piangere, trattenere una lacrima, e con l’orgoglio giovane morire nell’anima.   T’ho sentita, toccata, abbracciata quando il sole piegava fra le nuvole, rannicchiarti nell’angolo dei pensieri.   T’ho lasciata lì, fra mille follie, canti di gioia e feroci malinconie, mentre il tempo conta ancora le ferite.   Immobile, ho atteso un risveglio, un gioco a mani schiuse, mentre i miei, di pugni, erano già svaniti.   E non c’era nessuno, oltre te e me…   Ora che forte afferro la tua mano, mi lasci di nuovo in bilico, a chiederti, a chiedermi,  cosa non ho visto .   #grazielladechiara 04/05/2025 Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Graziella De Chiara

Nel naufragio del mondo

03/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

  E che male avean fatto‘ste creature arenate sulla spiaggiaall’interrotto respiro?Vedi Dio, a volte penso – ma dove sei, ci sei davvero… ? Ti cerco disperatamente, nella ansepiù buie… ti chiamo…          ti prego.E tu… sei sordo e cieco        al mio implorar la pietà tua.Poi, nel tempo, la tua pena  e il tuo immenso amore si palesano.Nello sconforto, uno scampolo di lucem’infervora ancora anima.Certo non è semplice percepire tenei marosi quotidianidentro gli sguardi feriti…Ma tu affondi la spada dell’amorenella sofferenza più atroce…E alla fine mi chiedo di cosa s’empieil mio inutile lamento…E tu apri le porte al mio cinico egoismo a guardare oltre il naufragio del mondo. Ora vedo la tua luce. © Francesca Patitucci   Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Francesca Patitucci

Il bacio

03/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Il bacio tra noi fu un’interruzione nel sistema, una specie di punto e virgola saltato a piè pari nella mia sintassi quotidiana. Non c’erano violini quel giorno,  ma solo un semaforo arancione che scandì l’attimo giusto. Le tue labbra avevano il sapore della disperazione, della paura appesa tra il cuore e la gola, ma per me era solo pane caldo dopo un lungo digiuno. Quel bacio arrivò, gentile e spietato. Inevitabile. Regolò l’orologio indietro di un secolo, silenziò ogni retorica che premeva sulle nostre lingue e diventammo la premessa di un errore. Poi, non ci siamo più scritti e non abbiamo parlato; il telefono è rimasto muto  dietro il suo cristallo nero. Il mondo non è esploso come volevamo, o come temevamo, e non so se questo ancora mi pesa. Ma c’è una curva pericolosa  nel percorso della mia memoria dove ancora rallento perché in quel punto, un giorno,  davanti ad un semaforo arancione, il tempo ha frenato di colpo.   © Angela Maria Malatacca Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Angela Maria Malatacca

Ha voce la mia penna… per te

03/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

I vestiti un po’ stretti fan da arredo nei cassetti, semiaperti li guardo a mezzo sorrisonelle memorie carezzate dal tenero d’una madre.Le gambette corte facevan faticaad accordare pensieri vispi e veloci.Il silenzio, ora, morde la lingua, ché il verbo appare inconcludenteper quanto ancor ti vorrei dire.A lume di candela mi seggoe un fiume di parole si scaglia su una timida ragionea donarti una luce che vorrei abbracciassi, quando il mondo s’oscura alla tua fiducia ai tuoi sogni imbrattatida chi non ti comprende.Non so se sciorinare le brutture della vita o la sua bellezza raccontartifiglio mioché l’andazzo in su e giù come emozioni alle montagne russe è pane quotidiano che appaga e dispera.E la mia penna, staseraelemosina il suonodi spalle alla luna incantatrice acché io non perda il filo deipensieri a svuotare i grumi e le gioieappesi a occhi e fiato che veglianosui tuoi passi incerti e orgogliosi di giovane uomo.E poi, chissà… se avrò coraggio a consegnarti questo foglio miseropieno di me, di noicome feto a nutrirsi del caldo e liquido nido d’amore ch’ancor non carpiva luce.Ma era già amore immenso.È quasi l’alba, il caffè è freddoun’altra notteho piegato all’insonne desiod’entrare nel tuo cuoree soddisfare tutto il bene implosoche aliterà sul mio giaciglionotte e giorno, come solo una madre fa.Perdonami, figlio, se altro vorresti da me, accetta ciò che io riesco a donarti.La mia penna poggio sui tuoi occhi che bei sogni possano essere i tuoi affanni, nei miei! Francesca Patitucci Diritti riservati Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Francesca Patitucci

Fuori dalle crudeltà

03/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Cucite addosso alle parole sono le sofferenze,  si incastrano come libri messi in riga  su uno scaffale, stretti,  spessi, colmi di un’essenza,     messi da parte a farsi statue.   Sono dentro le maledizioni  certi corpi,  si trascinano  all’infinito, a lambirci come piume    divorati da una rabbia indomita.   Come può un corpo  straziato  emanare soave voce! Eppure, esiste un posto,    dove le parole hanno un eco    sì forte da far tremare il mondo. Sono le parole sofferte  a trionfare  fuori dalle crudeltà.   Ballano come una ossessione e rimangono la!   #grazielladechiara 16/05/2024 Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Graziella De Chiara

Scaglie di giorni

03/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

I giorni cadono all’incontrario,  saltano da uno all’altro, capitolando spesso nel cuore delle decisioni.   Quanta fatica scorre davanti agli occhi, come promemoria discutibile alla sera.    Racchiuso dentro ai pugni,  il senso di libertà, arriva come sollievo della mente, mentre fuori il sole sparge poca luce. . .    è rozzo, come una risata finta che giace alla rissa degli stolti.    Oh quanta solitudine riempie questa vita alla deriva, mentre i giochi restano a finire male!    Questi contrastanti giorni, sono solo scaglie di saperi ai margini della vita.   #grazielladechiara 17/04/2025 Condividi questa poesia: Facebook Email WhatsApp ✍️ Pubblicata da Graziella De Chiara