Papaveri
08/05/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento
Li ho raccolti nei meriggi assolati accecata da un rosso baluginio che pur nella notte m’aprivano la strada al conforto. Il ricordo dirompente schiaccia il mio petto a voler tornar bimba e innocente l’essenziale calice mi stordiva e or li amo ancor di più Un semplice desio… il mio. Nascono tra rovi e sterpaglie a reclamare vita, prepotenti s’insinuano negli agi e nel clamore di brama e trofei da mostrare non hanno necessità. Assiepo a quel purpureo campo della gioventù l’allegria che attende impaziente senza pretese… un sogno fugace. T’ho donato un papavero in pegno d’amore la mia essenza, d’orgoglio scevra, una lusinga che accoglie della triste memoria l’emblema per farne dono a te che mi reclami… oggi come ieri e ancor domani, al profumo inodore d’un esile fiore dischiuso sulle dune d’un deserto. Francesca Patitucci Diritti riservati Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi su Email Condividi su WhatsApp ✍️ Pubblicata da Francesca Patitucci


