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Empatia

06/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Com’e bello danzare  tra le nuvole nere di un temporale,  Figlio del vento che intreccci i tuoi sogni negli sguardi… Empatia dell’essere liberi..!! Improvvisi sorrisi Su di una tela bianca,  Riempi l’essenza Di una trasparenza Inestimabile,  Per eguagliare quei bagliori di luna,  Che anche se fosse piena Ne basterebbe la metà… Per illuminare sogni Riflessi nelle pozzanghere…                                      Demix   Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: DEMIX ALBERTI 📝 Pubblicata da: DEMIX ALBERTI

“È troppo tardi”

06/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

“È troppo tardi” ~♡♡♡~♡♡♡~ L’inverno era caduto col suo gelo E l’ultima illusione era svanita. S’era tinto di grigio tutto il cielo, schiacciando la mia anima smarrita. Un lampo aveva acceso all’improvviso il buio che gravava sul futuro, e in te brillava, come in un sorriso, la luce d’un amore forte e puro.. Mi ritrovai dinanzi a un bivio oscuro, tra il bene mio e la pace d’altri cuori; scelsi il silenzio, feci un passo duro, lasciai svanire i miei più dolci amori. Soffocai quel sogno appena nato, rinunciai al tesoro del destino, per dar conforto a chi m’era affidato, spegnendo quella luce dal cammino. Adesso è troppo tardi per sperare E sento tutto il peso dei miei anni. Non resta più la forza per amare, solo ricordi, e i miei silenti affanni. Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Francesco Billa 📝 Pubblicata da: Francesco Billa

Come l’acqua così l’amore

06/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

Come l’acqua così l’amore Come quel sussurro che sfiora le labbra, Ogni goccia d’amore scivola lenta, ed è Morbido l’abbraccio che consuma il tempo, E s’adagia nella danza tra pelle e cuore. L’ombra della sera sembra raccogliere promesse, Al richiamo di sospiri nascosti tra i sogni, Colma l’aria di carezze leggere, Quando le dita si cercano come un sussulto nel silenzio, Un solo istante e quell’istante diventa eterno, Amore, che scorre e come seta si posa sull’anima. Come la pioggia che accarezza i petali, Oscillano i brividi di un desiderio, Si stringe il cuore in un tenero incanto, Insegnando a perdersi per ritrovarsi ancora. La luna, come le candele vestono la notte, Ah, l’amore che trema nei baci rubati, Mercante segreta che avvolge la passioni, Origliando gli intrecciati respiri, cadono così Rigagnoli che, come le parole, scivolano sospese, E ritorna la vita, come l’acqua, come l’amore. @Luciano Zampini Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Luciano Zampini 📝 Pubblicata da: Luciano Zampini

“Il risveglio delle emozioni” ~♡♡♡~♡♡♡~ C’è un tempo per tutto. Ma quando la quiete è un caldo mantello, e la pace, voluta o subita, guida le ore e i giorni, ecco un vortice di turbamento, un nubifragio di emozioni, una tempesta di slanci, sconvolgono quel cielo che doveva proteggere. Due occhi di sole, due labbra di fuoco, un sorriso acceso, e tutto si confonde, mentre sale il timore per un batticuore scordato ma ancora vivo dentro nascosto sotto la cenere d’un tempo malvagio. Impossibile resistere, impossibile realizzare. Resta l’eco d’una estate e una sottile sofferenza custodita nell’anima. Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Francesco Billa 📝 Pubblicata da: Francesco Billa

“Traccia d’eterno”

05/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

“Traccia d’eterno” ~♡♡♡~♡♡♡~ Ti cerco nel silenzio che disseta le ore vuote, dove il tuo nome è un’eco che non osa morire. Fosti cometa nella mia notte chiusa, un bagliore inciso nell’ombra del tempo. Ora sei assenza che brucia d’aurora, sei fiore che sboccia nel giardino che non coltivo più. Abbiamo parlato con gli occhi oltre le stagioni, oltre la carne fragile del presente. Eppure, t’ho perduto come si perde un sogno al risveglio, ma con la certezza che ha cambiato il sangue. Tu sei la vena segreta che pulsa nei miei giorni inerti, la ferita sacra che non chiede rimedio. E c’è una gioia che non osa mostrarsi, come luce che filtra tra le fessure del dolore. Cammini con me senza passi, sei la preghiera che non pronuncio ma che mi tiene in piedi. Un amore vero non chiede di durare: si fa radice, si fa cielo, si fa voce nelle cose mute. E io vivo, tra il peso dolce della tua assenza e il dono ardente di averti amato. Nel cuore sei traccia d’eterno che il tempo non cancella. Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Francesco Billa 📝 Pubblicata da: Francesco Billa

¿Cómo seríasi estuvieras aquí? la oscuridad del misterio y su negro pelajefrotan mi alma Vago humedecida en la tristeza en la sequedad del camino evito todos los espejos todos los relojes sé que no estásen las callesséque solo es agua y cristal entre mis brazos mueren mis labios la puerta estáentreabiertael cielo en pausael desierto mudo todo es inasible todo es es humoes vientoes soledad el dolor del alba ¿Cómo sería si estuvieras aquí? ©️ Criss Ordóñez Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Criss Ordóñez 📝 Pubblicata da: Elisa Mascia

Dialog cu sinele: eul fragmentat (Poem filosofic de Corina Junghiatu)  Am pătruns în mine ca într-un oraș pustiit, un labirint cu fațadele prăbușite,  iar eu…  o peregrină printre rămășițele sacralități ce mi-a fost cândva destin. “Cine ești?”, șopti o umbră ascunsă, dintr-un colț unde stau nemișcate  toate speranțele spulberate,  toate versiunile mele neîmplinite.  „Sunt doar o reflexie, un ocol al luminii în oglinda neființei, sunt ceea ce n-am fost și n-am încetat să caut.”  A urmat tăcerea. Apoi ecoul. Apoi un Eu, al Doilea Eu, al Treilea…  Toate straturile mele au început să vorbească în cor: cel care râde, cel care plânge, cel care visează, și cel care scrie: „Nu mai fugi de tine. Eul tău fragmentat nu e o greșeală. E simfonia ta de întrebări, de disonanțe, de pași nesiguri către armonie.” Atunci m-am înțeles,  o iertare blândă, ca aburul dimineții ce urcă din văile nepăsării, m-a cuprins… pentru eurile rătăcite, pentru dorințele ce au înflorit și au căzut fără rod, pentru cuvintele ce au rămas nerostite în miezul unei bezne.  Căci sensul nu e să devii perfect, ci să devii întreg. Și a merge nu e drum, ci revelație,  durerea pașilor e liturghia căutării, drumul fără capăt e altarul nevăzut, iar fiecare Eu pierdut nu e decât un înger orb care așteaptă să fie din nou luminat. ********** Dialogue with the Self: The Fragmented “I” (A Philosophical Poem by Corina Junghiatu) I entered myself as one steps into a forsaken city, a labyrinth of crumbled facades, and I… a wanderer among the remnants of a sacredness that once was my destiny. “Who are you?” whispered a hidden shadow from a corner where lie unmoving all shattered hopes, all my unfulfilled versions. “I am but a reflection, a detour of light in the mirror of non-being, what I have never been, yet never ceased to seek.” Then came silence. Then the echo. Then one Self, a Second Self, a Third… All the layers of me began to speak in unison: the one who laughs, the one who weeps, the one who dreams, and the one who writes: “Run no longer from yourself. Your fragmented self is no error. It is your symphony of questions, dissonances, of hesitant steps toward harmony.” Only then did I understand, and a gentle forgiveness, like morning mist rising from the valleys of indifference, embraced me… for all the lost selves, for the desires that bloomed and bore no fruit, for the words that remained unspoken in the heart of a darkness I chose to dwell in. For the meaning is not to become perfect, but to become whole. And to walk is not a journey, but a revelation, the pain of each step a liturgy of seeking, the path without end a hidden altar, and every lost Self is but a blind angel awaiting to be lit once more. Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Corina Junghiatu)  📝 Pubblicata da: Elisa Mascia

IL CANTO TRISTE DELLE FRONDE

03/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

IL CANTO TRISTE DELLE FRONDE Giran le ore senza scopo né metacome falene impazzitesvolazzano paventate dagli eventi.Attimi stupefatti franti nelle ossaquando la malinconia trabocca nel respiro e si trascina impertertita negli occhicome un fiume gonfiato dalla pioggia irruenta.Quanto rumore nell’animamentre il silenzio è fermo nell’ariacome un cristallo che si sbriciolanello sconfinato chiarore delle stelle.Son scintille nascoste le gocce di luce tra le ciglia tremolantiche lungo le gote calde scorronoe gl’occhi si spengono…non hanno più brillíi.S’ode il triste canto delle fronde al ciel proteseche in me s’incarna e trova dimora…parla di dolore in cui scorre l’amarezzae il polso affannato vibra sotto le ditaora che gl’echi portano grida trasportate dai venti giungendo fino ad altari abbandonatisgretolandoli.E continua il canto …parla della gioia di cui non si muore maiora che dentro il cerchio appannato di foschíanasce una magica luce di morbido rosae s’affaccia il sole potente e scarlatto ad infiammar il cielo speranzoso di pace che come un fiore rosso sboccerà. SILVANA LA PERNA@D.R Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Silvana La Perna 📝 Pubblicata da: Silvana La Perna

Impressions and Analysis After reading the book “The Law of Eternity”.. Recently, I read the famous Georgian writer Nodar Dumbadze’s work “The Law of Eternity.”Even the title of the book draws the reader in and encourages them to read further.The novel, with its complex meaning and deep structure, forces the reader to think about humanity and its fate.This novel not only sheds light on individual life experiences, but also calls for the study of the eternal laws of humanity.Through this work, the writer depicts personal experiences, national traditions, and the internal struggles of individuals, which allows the reader to reflect on humanity and its eternal values.The central theme of the work is the eternal laws of humanity, as all people, regardless of the time and place in which they live, share similar needs: love, suffering, searching, and fulfillment…Through the three main characters in the novel, the author vividly demonstrates the similarity of these universal needs.Though each character has unique life experiences, their struggles, in general, prove the interconnectedness of the eternal laws.The novel calls on the reader to deeply reflect on the spiritual laws of life and the inner struggles of the human being.These laws, on one hand, consist of divine and spiritual principles, and on the other, they involve the internal struggles of humans and their resistance to life’s challenges.One of the strongest aspects of the work is its broad depiction of personal perspectives and inner struggles.Throughout the reading, we encounter three different worldviews: one accepts life with a negative and dissatisfied view, another sees it as a simple phenomenon, and the third lives with spiritual pursuits. These differences show the inseparable connection between their internal struggles, views of life, and values.Each character, through their internal struggles, prompts the reader to think about the true purpose of human existence and the eternal laws.The writer imagines eternity not only as physical existence but also as the continuity of human spiritual condition, the heart, and the processes within the mind.A person’s inner struggle and heart, in connection with their destiny and eternal goals, can become eternity.In this way, the novel profoundly reveals the interconnection between life and death and the human pursuit of eternity.The philosophical foundation of the novel is aimed at understanding human spiritual pursuits and the true purpose of life.In “The Law of Eternity,” Nodar Dumbadze deeply analyzes the need for humanity’s inner struggles and spiritual searches, while also helping the reader understand the true essence of life.Literary critics and writers such as Boris Pasternak, Mikhail Bulgakov, Gafur Ghulom, and Abdulla Qahhor have praised Dumbadze’s “The Law of Eternity” for its profound spiritual and philosophical content.Bulgakov considered the work an important one that addresses the search for the human spirit and its spiritual elevation.Gafur Ghulom and Abdulla Qahhor emphasized that the novel is focused on the human search for spiritual meaning and the quest to find life’s true purpose.Pasternak commented on the work:“Eternity, the meaning of human life, and its essence have always been at the center of literature. In this novel, Nodar Dumbadze explores exactly these questions and urges us to think and understand the true laws of life. Creators discover the eternal searches of humanity in such works.”Nodar Dumbadze’s “The Law of Eternity” occupies a special place in world literature due to its profound content about humanity’s eternal values, the purpose of life, and fate.This work is not only a piece of artistic creation but also an approach to understanding human life and its eternal laws.By reading this novel, the reader is able to analyze their life, its essence, and humanity’s eternal values, gaining a fresh perspective on life. Jakhongir NOMOZOVCorrespondent for Butov Azerbaijan newspaper in Uzbekistan.Member of the International Union of World Talents. Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Jakhongir NOMOZOV 📝 Pubblicata da: Elisa Mascia

IL DOLORE DI GAZA

02/06/2025 | pubblicazioni_poesie | Nessun commento

IL DOLORE DI GAZA Nebbia velata scivola dal sole…gira al contrario questo povero mondoe l’illusoria idea di pace non ha la forzadi riflettersi nei mari estremi,persino le nuvole ferite da graffi vermigliprecipitano dai cieli di Gaza!E vagano errabondi nelle notti tragicamente gelidepopoli inermi e soli all’addiàcciosu una terra ormai mortadove il vento alza nell’aria plùmbeal’odore di sangue e fango.Gravi nei cuori di pietra tutto il dolore di Gaza!Occhi di brace come quellidi démoni in terra presi da follía…inumàne ecatombeingoiano vite di bambini esànimifra le braccia di madri dai volti impolveratidove il sale lascerà per sempre il segno del dolore.Polso affannato vibra sotto le ditae accelera il battito del cuore mioquando vedo bocche tremanti e volti smunti di creature innocentigridar aiuto al mondo indifferente.In questo dissennato abomínioinconsapevoli corpi perdono l’animache vagherà nell’immensosenza capir il perché!E intanto maledetti sorrisi sghignazzantis’ingozzano di cibo e bevono vinoin calici di cristallo. SILVANA LA PERNA@D.R19-05 2025 Condividi questa poesia: Condividi su Facebook Condividi via Email Condividi su WhatsApp ✍️ Scritta da: Silvana La Perna 📝 Pubblicata da: Silvana La Perna